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Tricopigmentazione Bologna

Tricopigmentazione

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Dermopigmentazione Visagistica

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Tricopigmentazione Bologna
Jederme Tricopigmentazione Bologna

La pelle e la dermopigmentazione

 

COME NASCE

La micropigmentazione consiste nell'inserire dei pigmenti colorati negli strati profondi dell'epidermide. I primi accenni di tecnica di micropigmentazione iniziano a partire dalla metà del secolo scorso, quando alcuni medici, nel tentativo di correggere una discromia, utilizzarono dei pigmenti per coprire la parte affetta. Dal 1970 la micropigmentazione comincia ad essere applicata nella chirurgia estetica: compaiono i primi pigmenti antiallergici per uso medico, composti da ossidi di ferro, alcol e glicerina.

Dagli inizi degli anni '80 le tecniche di micropigmentazione subiscono una continua evoluzione, sia nel processo di produzione dei pigmenti, i cui componenti sono sempre più raffinati, sia negli strumenti utilizzati. La tecnica si eleva così ad un livello superiore e la sua applicazione si amplia anche in campo medico-estetico o paramedicale. Questo ha dato luogo a una regolamentazione specifica da parte delle autorità governative che ha stabilito precise norme di igiene e sicurezza.

Jederme tricopigmentazione Bologna - la tecnica di micropigmentazione si è sviluppata dalla tecnica del tatuaggio e presenta inevitabilmente delle somiglianze. Tuttavia, la micropigmentazione si distingue dal tatuaggio tradizionale per le specifiche tecniche applicate, i materiali e gli strumenti utilizzati e i diversi campi di applicazione. E' importante, quindi, evidenziarne le varie differenze:

 

TATUAGGI

  • La finalità del tatuaggio è decorativa, è l'espressione di un segno indelebile che si vuole conservare nel tempo e che esprima o ricordi qualcosa della vita di chi desidera essere tatuato. Il tatuaggio non ha natura migliorativa nell'estetica della persona, come invece la dermopigmentazione, esprime semplicemente una decorazione;
  • L'impianto del pigmento avviene nel derma, quindi, non viene espulso con il tempo;
  • Il trauma che la pelle subisce con il tatuaggio è maggiore di quello causato dalla dermopigmentazione, a causa di una perforazione più profonda e aggressiva;
  • I pigmenti utilizzati nel tatuaggio contengono metalli pesanti e sono permanenti;
  • I colori sono più vivi e brillanti.

 

DERMOPIGMENTAZIONE

  • La finalità della dermopigmentazione è correggere eventuali imperfezioni e valorizzare l'aspetto della persona;
  • L'impianto del pigmento avviene negli strati profondi dell'epidermide con un trauma minore della pelle;
  • I pigmenti utilizzati sono organici di origine sintetica;
  • Per loro composizione i pigmenti si degradano nel tempo e vengono eliminati naturalmente dall'organismo;
  • I pigmenti utilizzati hanno colorazioni naturali e sono più opachi.

 

Dispositivi di lavoro

 

APPARECCHIATURA

L'apparecchiatura utilizzata per effettuare lavori di dermopigmentazione viene comunemente chiamata "dermografo".

Jederme tricopigmentazione Bologna è l'unica azienda in Italia ad utilizzare differenti apparecchiature a seconda del settore di dermopigmentazione (tricopigmentazione, paramedicale e visagistica) al quale il cliente chiede di sottoporsi. Utilizziamo solo apparecchiature di ultima generazione, digitali, progettate, prodotte e certificate in Germania, che si caratterizzano per un'altissima qualità di materiali, un'avanzata tecnologia e per l'utilizzo dello straordinario sistema modulare degli aghi igienici monouso, rigorosamente sterili e confezionati singolarmente.
Il modulo igienico garantisce la massima sterilità: è fornito in confezioni singole, sterili, monouso, con indicazione del lotto, della data di produzione e di scadenza.

 

BREVETTI

DE 299 19 199 / EP 161 8915 / EP 149 5782 / GM 29926971.5 / GM 20121794.5 / GM 29919199.00 / US 6 505 530 / US 6 345 553 / US 6 367 392 / Altri brevetti in corso di registrazione.

 

I PIGMENTI

I pigmenti per la dermopigmentazione e la tricopigmentazione si distinguono in tre gruppi specifici, secondo la loro origine:

 

  • Pigmenti inorganici di origine minerale
  • Pigmenti organici di origine vegetale o animale
  • Pigmenti organici di origine sintetici

 

I pigmenti per la dermopigmentazione e la tricopigmentazione sono studiati appositamente per il loro inserimento cutaneo e devono per legge rispondere alle più restrittive normative europee in materia di igiene e sicurezza. In particolare la Risoluzione ResAp 2008 (1) ha emanato delle direttive precise per le sostanze che possono essere usate per la dermopigmentazione e per quelle per cui ne è assolutamente vietato l'utilizzo.

 

I pigmenti inorganici sono composti esclusivamente da polveri minerali, sono rigorosamente sterilizzati, microbiologicamente e clinicamente testati, atossici ed anallergici. Essi devono essere privi di conservanti, sostanze cancerogene e mutagene o di sostanze non autorizzate che possono nuocere alla salute. Tra i vari componenti vi sono soprattutto gli ossidi di metallo, in particolare ossido di ferro e ossido di titanio. Generalmente i pigmenti contengono i seguenti componenti:

 

  • Acqua distillata
  • Alcol isopropilico
  • Glicerina
  • Ossido di ferro
  • Ossido di titanio

 

PIGMENTI ORGANICI DI ORIGINE NATURALE

I pigmenti organici, vietati per legge, si ottengono da estratti di piante o di animali e provocano diverse forme di allergie. I pigmenti organici sono lucidi e brillanti, ma sono sensibili alla luce, per cui sono meno resistenti e meno stabili e si degradano in maniera non uniforme. Inevitabile, quindi, il viraggio di colore. I pigmenti organici non contengono acqua e colorano a contatto la pelle.

 

PIGMENTI ORGANICI DI ORIGINE SINTETICA (utilizzati da Jederme a Bologna)

La tendenza normativa si sta orientando per il futuro verso una graduale sostituzione degli attuali pigmenti inorganici con i più nuovi e sicuri pigmenti organici di natura sintetica (quelli utilizzati da noi di Jederme tricopigmentazione Bologna). Alcuni stati della Comunità Europea hanno già regolato questa materia e gli altri dovranno uniformarsi a breve.

I pigmenti sintetici organici risultano essere decisamente i più adatti al bioriassorbimento cellulare e sembrano essere anche quelli più sicuri contro le allergie. Essi non contengono azo: coloranti azoici presenti in moltissimi pigmenti di scarsissima qualità, ritenuti responsabili di malattie oncologiche. Alcune analisi su campioni di pigmento utilizzato nei tatuaggi e nel trucco semipermanente, hanno rilevato la presenza di sostanze dannose alla salute. La scarsa diffusione dei pigmenti sintetici è da attribuirsi al complesso e costoso procedimento produttivo e alla necessità di utilizzare, per la loro produzione, esclusivamente materie prime di eccellente qualità. Le Risoluzioni ResAp (2003)2 e ResAp (2008)1 pubblicate dal Consiglio d'Europa, contengono tutti i limiti delle sostanze contaminanti che possono essere contenute nei pigmenti per dermopigmentazione, annoverando anche le sostanze vietate e le indicazioni per una corretta etichettatura dei prodotti.

In particolare la ResAp (2008)1 ha anche stabilito il limite della presenza di nichel nei pigmenti, stabilendolo in "a partire dal minimo realizzabile". Nei pigmenti di origine sintetica questo limite è pari a zero. I pigmenti che utilizziamo ci vengono forniti dall'unica azienda a livello mondiale in grado di produrre pigmenti organici di natura sintetica che non contengano alcuna traccia di ossidi di ferro. Sono prodotti in Svizzera con sostanze altamente selezionate e devono rispondere, oltre alla normativa ResAp (2008 )1, anche alla più restrittiva regolamentazione svizzera che impone il divieto di utilizzo anche in minime percentuali di metalli pesanti, nichel, PHA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), e ammine aromatiche NDELA (Nitrosamine, N-nitrosodiethanolamine).

Ciascun pigmento deve sempre possedere un documento MSDS (Material Safety Data Sheet o Scheda tecnica di sicurezza).

Garantiamo che i nostri pigmenti contengono esclusivamente materie prime di elevata purezza e sono prodotti sotto vuoto, dispersi e sterilizzati con raggi gamma. Evitiamo scrupolosamente di aggiungere conservanti, per escludere vettori di allergia.